00 - Consigli Strutturali Progettazione Edificio PDF
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CONSIGLI STRUTTURALI
PER IL DIMENSIONAMENTO
DI UN PICCOLO EDIFICIO
13.1 Pilastri
Nel presente capitolo vengono fornite indicazioni utili nella progettazione di piccoli edi-
fici con struttura in cemento armato. I consigli sono direttive generiche fornite dallautore; le
applicazioni reali devono naturalmente essere supportate da testi specializzati e verifiche
analitiche.
La progettazione di un edificio in cemento armato deve essere effettuata tenendo conto
dei vincoli architettonici imposti da pilastri e travi che compongono la struttura.
Inserire la struttura in cemento armato su un edificio gia definito in tutte le sue parti
puo risultare molto complesso. Per ottenere un buon risultato e opportuno far interagire la
progettazione esecutiva con quella architettonica, facendo s che nellorganismo architetto-
nico si inserisca armonicamente la struttura.
In costruzioni a un solo piano i vincoli sulla posizione dei pilastri sono connessi al solo
piano in oggetto, mentre ben diversa e complessa puo essere la situazione che porta allin-
serimento dei pilastri in una costruzione multipiano. In tal caso, infatti, bisogna considerare
che il pilastro, il quale deve conservare la posizione in pianta piano per piano, puo inserirsi
in situazioni planimetriche diverse livello per livello.
La funzione del pilastro e quella di trasferire alle fondazioni i carichi verticali e orizzon-
tali che gli vengono trasmessi dalle travi che essi sostengono.
Linserimento della struttura in un orga-
nismo edilizio gia delineato dal punto di vista
architettonico parte in genere dal dimensio-
namento e dal posizionamento dei pilastri. I
pilastri assolvono la funzione di trasferire i
carichi verticali da un piano allaltro e di fare
in modo che i piani collegati non possano tra-
slare mutuamente in orizzontale.
Per ottenere una struttura in c.a. si inseri-
scono in genere dapprima i pilastri.
Questi sono composti da sezioni rettango-
lari o quadrate.
Se la luce dei pilastri non supera i 5 m di Figura 13.1 Pilastri con sezione rettangolare
solito e sufficiente disporre pilastri rettango- e circolare.
lari di sezione 25 25.
La dimensione 20 e la minima assoluta; il 25 in genere deriva dallo spessore del tampo-
namento esterno; il pilastro 25 25 si inserisce bene nelle tamponature esterne senza de-
bordare allinterno o allesterno.
440 Capitolo 13 - Consigli strutturali per dimensionamento di un piccolo edificio
In zona sismica la circolare ministeriale del 1996 impone un lato minimo di cm 30, per
cui in tale zona la sezione minima del pilastro e 30 30 (se il carico verticale supera un cer-
to valore), dimensione minima confermata dallordinanza 3274 e dallEC8, anche se non
resa cogente dalle Norme Tecniche del 2008.
Sezione pilastro 30 30
Armature long. 4 B 18
Staffe B 8 ogni 12 cm L 120
13.2 Travi
Le travi perimetrali sono larghe in genere 25 o 30 cm; e opportuno che esse siano larghe
come il pilastro; per la costruzione delle casseforme, infatti, e agevole avere pilastro e trave
della stessa larghezza. Esse hanno unaltezza variabile tra 40 e 50 cm.
Le travi perimetrali possono essere ricalate o a coltello oppure a spessore. In fi-
gura sono rappresentati tre tipi di soluzioni per travi perimetrali
tare della luce della trave e con larea di solaio che la tra-
ve sostiene. Si consiglia di non superare il doppio del pi-
bc
lastro di sostegno allo scopo di ottenere un trasferimento
ottimale dei carichi dalla trave al pilastro. Figura 13.4 Nodo con trave pe-
rimetrale e pilastro.
Piu precisamente la larghezza
della trave a spessore non de-
ve superare bc =2 e ht (vedi fi-
gura 13.5b).
PILASTRO
PILASTRO
[sezione trave-pilastro]
TRAVE ht
trave a spessore:
trasferimento del carico
da trave a pilastro
bc
2
max bc A
2
bt
ht Sezione A
trave
(a) (b)
13.4 Balconi
I balconi degli edifici sono in genere realizzati in base ai due schemi statici riportati in
figura 13.9.
Il tipo statico (A) realizza la continuita completa tra solaio e balcone e il balcone fun-
ziona come prolungamento del solaio stesso; solaio e balcone si configurano come una tra-
ve con una mensola a sbalzo esterna che grava sulla trave perimetrale.
La seconda soluzione (B) vede ancora il balcone gravare sulla trave perimetrale, affi-
dando la sua stabilita alla resistenza a torsione della trave stessa. Tutto il momento di inca-
stro del balcone si traduce in un momento torcente sulla trave alla quale esso si ancora.
Lo schema statico (B) puo essere sintetizzato con una mensola con incastro cedevole.
La soluzione (A) e quella strutturalmente piu idonea poiche le deformazioni sono piu con-
tenute, il momento di incastro del balcone tende a far diminuire gli abbassamenti in mezzeria
del solaio interno. Costruttivamente si ha una struttura in cemento armato che comprende
balcone e solaio, con armatura principale posizionata in corrispondenza dellestradosso teso.
Da notare che, comunque, allestradosso del solaio sarebbe stato necessario porre
unarmatura per il funzionamento a semincastro dei travetti.
La soluzione (B) comporta un impegno eccessivo della trave di bordo ed induce la stessa
444 Capitolo 13 - Consigli strutturali per dimensionamento di un piccolo edificio
ad una rotazione che puo risultare deleteria per la stabilita dellattacco del solaio; infatti a
causa di tale rotazione si creano delle forze di compressione allintradosso dellattacco del
solaio che possono provocare la rottura degli elementi di alleggerimento del solaio stesso.
Il balcone puo essere realizzato con una soletta in cemento armato, armata con armature
tese superiori e compresse inferiori, opportunamente protette da copriferro; armature tra-
sversali garantiscono il collegamento nella direzione perpendicolare a quella dellaggetto.
Il balcone puo essere realizzato con una soletta in cemento armato, armata con armature
tese superiori e compresse inferiori, opportunamente protette da copriferro; armature tra-
sversali garantiscono il collegamento nella direzione perpendicolare a quella dellaggetto.
Il balcone puo essere realizzato con solaio a sbalzo, con struttura portante in cemento
armato localizzata in corrispondenza dei travetti; larmatura e in tal caso concentrata in
corrispondenza dei travetti e comprende larmatura tesa superiore e larmatura compressa
inferiore.
Per questultima soluzione vi possono essere problemi per il possibile sfondellamento
delle pignatte in corrispondenza dellintradosso allattacco del balcone dovuto a tensioni di
compressione dellintradosso. Le tensioni di compressione crescono nel tempo a causa del-
la viscosita del calcestruzzo e possono portare alla rottura del fondello di pignatta e a rottu-
re fragili; altro problema riguarda la copertura dei ferri inferiori del travetto, che e spesso
insufficiente a garantire una durabilita accettabile.
Altra soluzione e quella che porta in aggetto delle travi incastrate ai pilastri della strut-
tura che sostengono un solaio analogo a quello delle parti interne. Tale soluzione si con-
traddistingue esteticamente per la presenza di mensole in cemento armato intercalate da
parti piane realizzate con solaio.
Figura 13.11 Schema balcone realizzato con mensole in cemento armato e soletta trasversale
gravanti su di esse.
Le armature tese presenti nella soletta devono coprire il livello sollecitante indotto dal
momento, ricavato con la combinazione (1,35 G 1,5 Q); dalla sezione in cui larmatura
puo diminuire si devono ancorare le barre interrotte.
446 Capitolo 13 - Consigli strutturali per dimensionamento di un piccolo edificio
Lisolante termico dovrebbe essere aereato per evitare la formazione di condensa, per
esempio con guaina traspirante o con bocchette di aereazione. Sarebbe opportuno inserire
sotto lisolante una barriera al vapore.
13.6 Scale
Le scale degli edifici in cemento armato sono in genere realizzate con struttura in ce-
mento armato; esse possono essere di diversi tipi:
a) a soletta portante, in cui la struttura e costituta dalla soletta che sostiene i gradini;
b) con trave a ginocchio laterale e gradini a sbalzo;
c) con trave centrale a sopportare il peso dei gradini;
d) con soletta seghettata, con intradosso e estradosso entrambi sagomati a scalino.
Nella soletta portante si generano forze di trazione allestradosso nelle sezioni di attac-
co terminali e allintradosso (filo inferiore) nelle parti centrali delle rampe. In figura e stata
adottata una soluzione grossolana ma efficace. Ricavate le armature minime nella sezione
piu sollecitata, si estendono le armature nellintera soletta e si inseriscono armature uguali
sopra e sotto nella sezione.
Particolare attenzione va posta al nodo; nella parte interna dello spigolo le armature
non devono essere piegate ma prolungate, per evitare che il raddrizzamento del nodo porti
le barre a raddrizzarsi espellendo il copri ferro (spalling).
NO SI
MOMENTO
SOLETTA
Questa soluzione fa gravare la scala sulla trave laterale inclinata, detta a ginocchio per
via dello spigolo che presenta tra il pianerottolo e la rampa.
I gradini sono come armati con ferri principali superiori dato che lavorano come men-
sole incastrate alla trave a ginocchio.
Capitolo 13 - Consigli strutturali per dimensionamento di un piccolo edificio 449
Soluzione che fa gravare la scala sulla trave centrale inclinata, detta a ginocchio per lo
spigolo che presenta tra il pianerottolo e la rampa.
I gradini sono come armati con ferri principali superiori dato che lavorano come men-
sole incastrate alla trave a ginocchio centrale; rispetto alla trave a ginocchio laterale i gradi-
ni sono meno impegnati a flessione, di contro la trave centrale trova difficolta alle estremi-
ta poiche spesso non trova pilastri a cui ancorarsi direttamente.
Il calcestruzzo permette di realizzate le forme di sezioni piu disparate, del tipo illustrate
in figura.
Si possono realizzare anche travi con asse curvo o che hanno un andamento qual-
siasi.
Stadio 1
Carico
cmaxt fctk
c max > fctk
Se la struttura
e fessurata la Stadio 1
Stadio 2 curvatura deve
essere la somma
di quella delle
fessure e di
s quella delle Il calcolo della
zone integre. deformata
Solo delle zone avviene
integre in campo integrando la
w elastico senza funzione
che vi siano invece curvatura,
fessure ottenendo la
c
R deformata
c dx prima
Capitolo 13 - Consigli strutturali per dimensionamento di un piccolo edificio 453
2
D
2
1 2
B
1
2
IL TERRENO E INFLUENZATO
DAL CARICO; FA PARTE
DELLA STRUTTURA
DEFORMATA
PRIMA
A questo punto si osserva che il carico e le sollecitazioni insistono in realta sulla struttu-
ra deformata e non su quella che si era ipotizzata in deformata iniziale.
Tenendo conto della nuova struttura si determinano di nuovo gli effetti sollecitanti
M0 , N 0 , V 0 con i quali si ripete il calcolo di nei vari conci e si ottiene una nuova deforma-
ta, deformata seconda.
N.B.: Se la deformata comporta spostamenti dasse, soprattutto dei pilastri, molto conte-
nuti, si puo limitare il calcolo alla struttura indeformata.
Si osservi, comunque, che la struttura nella realta e sempre CONTORTA.
Lanalogia delle palline legate spiega bene il comportamento della struttura sottocarico.
Lassestamento sotto carico ridotto delle palline, che trovano un assetto interno piu
compatto, spiega la divergenza del legame costitutivo dallideale elastico. Si ha, infatti, una
deformazione non proporzionale al carico ma con una flessione dovuta ad assestamenti,
deformazioni collaterali (trazioni perpendicolari al carico), che altera lo schema idealizza-
bile con molle interne perfettamente elastiche.
M
> 1,5 l
Le deformazioni sotto carico, invece, sono responsabili di effetti del secondo ordine.
Nella figura 13.30 (A) si vede un carico P che agisce su un pilastro leggermente curvo. Per
la deformazione del pilastro si induce nel pilastro un azione flettente.
Questa azione e responsabile di un aggravio della deformazione che, a sua volta, provo-
ca un aumento di momento flettente. Dunque, se la deformazione della struttura sotto cari-
co sposta lasse dellelemento, puo innescarsi un pericoloso effetto del secondo ordine, nel
quale nuova distorsione comporta nuovo incremento di livello sollecitante, con conseguen-
ze che possono portare fino al crollo.
In figura 13.30 (B) si illustra il caso in cui il pilastro, stabilizzatosi sotto leffetto di
P, viene sollecitato con un carico 1,5 P. Leccentricita che si osserva non e proporzio-
nale allincremento di carico, ma spesso comporta un aumento piu marcato. Questa
evenienza comporta spiacevoli conseguenze che possono indurre effetti indesiderati e
disastrosi. In sintesi leffetto del secondo ordine e da considerare soprattutto in ele-
menti compressi in cui le forze di compressione sono molto elevate. Leffetto e con-
nesso con la curvatura sotto carico e deve essere tenuto in conto dal progettista sulle
analisi della struttura.
CONCIO INDEFORMATO
CONCIO
DEFORMATO
M
TRAZIONE
As
Ai Il livello tensionale
di una trazione
COMPRESSI.
I non induce
Ai
fessurazione
I
As
Sezione omogeneizzata con calcestruzzo tutto reagente calc. vero + calc. equivalente
0
alla presenza di armature area omogeneizzata ! Ai n AS e Ai As n
Per il concio in campo elastico la curvatura si calcola molto semplicemente una volta
note la deformazione " alle estremita, nellipotesi di conservazione della sezione prova.
Concio lungo s t s
La curvatura del concio
livello
si determina per
estradosso
similitudine
asse trave "t s "c s s
h
teorico h R
lorda
Da cui si ricava
la curvatura:
intradosso 1 " "
t c
c s R h
R
il contributo della
deformazione del concio
per il calcolo della struttura.
raggio
Integrando la curvatura
di ciascun concio ottengo
la deformata dellasse
della struttura.
Il livello sollecitante e tale da indurre la for- Figura 13.33 Livello sollecitante medio
mazione di fessure nelle parti in calcestruz-
zo teso.
M Con il calcolo della struttura M, N, V sono tali da indurre, nella sezione omogeneizzata tutta
reagente, tensioni al lembo teso che superano la tensione resistente di trazione del calcestruzzo.
In sintesi:
c traz: max > ftok
Nasce la fessura
Al formarsi delle fessure si hanno delle vere e proprie interruzioni dovute alla separa-
zione del calcestruzzo teso e allallungamento delle facce delle fessure.
Lallungamento non avviene in zona compressa, mentre in zona tesa e impedito dalla
presenza dellarmatura, che si oppone allapertura della fessura con una forza che dipende
dal livello sollecitante che la impegna.
Se il livello e contenuto la barra tesa resta in campo elastico e lallontanamento e limita-
to da un elemento molla che risponde alla teoria dellelasticita con:
"s s =Es
Nella parte tra le fessure il calcestruzzo rimane praticamente tutto reagente e larmatu-
ra ha una deformazione molto contenuta, a causa dellavvolgimento del calcestruzzo inte-
gro, che ne limita fortemente la deformazione, con un effetto detto tension stiffening.
Per la determinazione della curvatura del concio, che e il nostro obbiettivo, si opera in
questo modo:
1. determino il livello tensionale c (trazione max nel calcestruzzo);
2. determino la distanza media tra le fessure sk ;
458 Capitolo 13 - Consigli strutturali per dimensionamento di un piccolo edificio
3. a questo punto faccio riferimento al concio lungo sk limitato da due fessure consecu-
tive;
4. il concio viene schematizzato come incernierato in corrispondenza del baricentro
medio delle compressioni del calcestruzzo e dellarmatura compressa e tenuto dal-
larmatura tesa con un legame di tipo elastico (o elasto-plastico per sollecitazioni
elevate).
s
ARMATURA
W AVVOLTA DA
CALCESTRUZZO
ELASTICO
FESSURA
ZONA
COMPRESSA
CONCIO
RIGIDO
CONCENTRAZIONE
DI DEFORMAZIONE
=
0,9 d
PARTE ALLO
STADIO 1
Il concio nello stadio 2 si deforma in campo elastico con sezioni tutte reagenti, con armatu-
re omogenizzate con n Es =Ec
A tale deformazione, gia calcolata per il concio sollecitato a livello basso, si deve ag-
giungere la deformaziona indotta dalle due fessure che delimitano il concio che distano s.
Capitolo 13 - Consigli strutturali per dimensionamento di un piccolo edificio 459
s
= 0,9 d
ZONA DI
DEFORMAZIONE
DI UN CONCIO
W
Dettaglio fessura
0,9 d
Nellambito della striscia fessurata la curvatura si puo determinare con la relazione se-
guente:
w s
0,9d R
Tenendo conto che il concio comunque continua a deformarsi in campo elastico (stadio
1). Si ricava la seguente espressione per la curvatura totale
1 "t "C w
R h s 0,9 d
In questa relazione la parte connessa alle fessurazioni e spesso molto piu elevata della
deformazione del concio rigido per cui e accettabile trascurare tale deformazione del
concio.
460 Capitolo 13 - Consigli strutturali per dimensionamento di un piccolo edificio
Lanalisi delle deformazioni del concio permette anche di tenere conto del comporta-
mento viscoso del calcestruzzo compresso sotto carico di lunga durata.
P Carico di lunga durata (creep)
CONTRAZIONE
VISCOSA
Nelle formule delle curvatura la contrazione del calcestruzzo nelle zone compresse, e
pari a "C .
Variando nel tempo, sotto carico costante, a seconda del carico del calcestruzzo, dellu-
midita relativa ecc. si verifica il fenomeno che va sotto il nome di deformazione viscosa,
fluage o creep.
Nota la tensione nella zona allincirca baricentrica del calcestruzzo compresso (com-
prese armature compresse omogeneizzate), si determina il modulo di elasticita istantaneo
Ec , del calcestruzzo, e il modulo di elasticita differito Ec1 , nel tempo che tiene conto della
viscosita del calcestruzzo sotto carico, responsabile del rammollimento del materiale,
con conseguente diminuzione del modello elastico che da Ec si porta a Ec1 E0c < Ec .
A questo punto si possono determinare le varie deformazioni del calcestruzzo sotto ca-
richi di lunga durata che permettono di determinare al tempo voluto:
c
"0C
E0c
1 "t "C w
R h s 0,9 d
1 "t "0C w
0
R0 h s 0,9 d
che permette di ottenere, per integrazione, la deformata della struttura sotto carico al tem-
po desiderato, considerando la viscosita del calcestruzzo.
Capitolo 13 - Consigli strutturali per dimensionamento di un piccolo edificio 461
M pl
t fyk
N.B.: Per ottenere la deformazione complessiva bisogna a questo punto sommare le de-
formate delle due strutture.
Si osservi che la deformazione delle parti plasticizzate diventa molto evidente a causa
delle forti deformazioni dellacciaio teso snervato, che inducono grandi piegature (relati-
vamente molto rilevanti rispetto a quelle prodotte nella sezione tutta reagente).
462 Capitolo 13 - Consigli strutturali per dimensionamento di un piccolo edificio
SINTESI FORMULE
" s #
15 A0s As 2b As d c A0s
x 1 1
b 15 As A0s 2
I i b x 3 =3 15 As d x2 15 A0s x c2
SLU Verifica travi inflesse allo SLU (con armature comprese snervate)
Dalla prima equazione si puo ricavare laltezza della zona compressa allo stato limite ultimo
Larmatura compressa inserita A0s e tra Per laltezza utile si tenga presente
il 25% e il 50% dellarea As che se d < l=25 si puo evitare la verifi-
ca a deformazione
p
b MEd =25 d 2 As 0,0015 MEd b
p
As 0,0074 b d d 0,2 MEd =b
I minimi di armatura 0,15% e per la zona sismica 0,31% sono valori minimi da rispettare; essi con-
dizionano le formule, dato che impongono un minimo a un elemento As di una coppia di valori.
Stabilito d > l=25 si trova As > As min
As
La percentuale di armatura e data da con 0,15% per zona non sismica
db
1,4 3,5
Per zona sismica < < 0 che per B450C diventa 0,31% < < 0,78%
fyk fyk
Figura 13.39 Diagramma di flusso semplificato per il calcolo di una trave in cemento armato. (valori numerici per C25 e B450C)
464 Capitolo 13 - Consigli strutturali per dimensionamento di un piccolo edificio
Capitolo 13 - Consigli strutturali per dimensionamento di un piccolo edificio 465